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...gianvi......a volte conte orloff, a volte mimo... 9月10日 parole, parole, parole...Stong accussì e preg a' Maronn
nun sput n'ciel ca n'faccia me torn
pur si cant na storia over o sto sbagliann o nisciun me crer
dico accussì pe nu muort accis, piglio trent'ann e nun pozz campà.
Chill' er o peggio ro o quartier, sfruttav a' gent dint a miseria
vuttav e' vuagliun a fa scipp e rapine e pur a' vvenner l'eroina
ricett a me stess: si sai cuntà, ca coccos s'adda fa.
Viern era fridd era sabbat a'sser, stev parlann cu donna Carmela
all' antrasatta arriv o n'famon ca nun vulett sentì raggion
sbattett a port e pigliaie u' curtiell e a donna Carmela stracciaie a' gunnell.
Nun dico o schif ca me facett, restaie for' a port e nun me ne iett
e quand o schifus fernett o'servizio m'appriparai pe ce fa lluvà o vizio
pigliaie a catena e nu motorin e m'assettaie là vvicin
e quann o n'famon ascette ra a port teniett o piacer e ce presentà a mort.
Nun dicite nient, aggi' sbagliat, io sto n'galer e là ce sta n'at
ca rint a miseria fa o' sciacall e nient lle rricen e'marisciall
marisciall e guapparia fann na sola cunsurtaria
e chi pag o'rrebbt ca a'miseria o mor accis o va n'galer.
Stong accussì e preg a' Maronn
nun sput n'ciel ca n'faccia me torn
pur si cant na storia o'ver o sto sbagliann o nisciun me crer.
Giudice giudice che e cumbinat, assuolv o figli' e nu magistrat
ca peggio ro' o sul ha sparat e pur a uno l' ha accuppat
ma a sentenz mo è cagnat e a cundann nun è arrivat
e a me trent'ann m'at rat.
24 Grana
Carcere - Ghostwriters un pò di poesiaQuando
la notte è a svanire
poco prima di primavera
e di rado
qualcuno passa
Su Parigi s'addensa
un oscuro colore
di pianto
In un canto
di ponte
contemplo
l'illimitato silenzio
di una ragazza
tenue
Le nostre
malattie
si fondono
E come portati via
si rimane
(Giuseppe Ungaretti, Nostalgia) 6月4日 haikuI Scrosh scrosh scro… Più acqua sui capelli Scrosh scrosh scro…
II Il vento soffia I pensieri volano E tutto tace
III Contemplo tutto Osservo individui Resto fermo qui
IV Lunghi saltelli Poderose cadute Torno indietro
V Madri più stanche Ragazzi più veloci Tempo passato
VI Nuovi bambini Signori e signore Antichi morti
VII Porci sgozzati Sangue ancora caldo Un’altra cena
VIII Tutti videro Quasi tutti seppero Nessuno parlò
4月7日 inkazziamoci...Hai ricevuto il libro di Silvio?
Io sì. Vai a pagina 154: c'è una serie di informazioni interessanti, tra cui, quella che più mi ha colpito è la prima. E' scritto che nel 2006 il reddito medio degli Italiani è pari a 27.119 dollari, mentre nel 2001 era di 24.670 dollari. Facendo due conti, perciò, risulta che il reddito medio degli Italiani è cresciuto di circa 2.500 (2449) dollari. Mi sono chiesto: ma perché mi danno le cifre in dollari? Io già ho difficoltà a capire le cifre in Euro, figuriamoci con la moneta di uno stato estero. E come me, anche moltissime famiglie, massaie e pensionati che hanno ricevuto il libro! Comunque, per capire meglio queste cifre, mi sono fatto un po' di conti; sono andato sul sito internet www.uic.it, che è il sito dell'Ufficio Italiano dei Cambi, per tradurre le cifre in euro. Dunque, il 22 maggio 2001 (il giorno dopo le ultime elezioni politiche), per fare un dollaro ci voleva un euro e 15 centesimi, quindi 24.670 dollari (reddito 2001) moltiplicato per 1,15 fa: 28.370,5 euro. Poi, il 31 marzo 2006 (l'altro ieri), per fare un dollaro bastavano solo 83 centesimi di euro, quindi 27.119 dollari (reddito 2006), moltiplicato per 0,83 fa: 22.508,77 euro. In altre parole, mi si spacciano le cifre in dollari per farmi credere che il reddito medio sia aumentato, mentre, invece, di fatto è diminuito di 5861,73 euro!!! Ho sbagliato i conti? E se sono giusti, ti prego, diffondi questa informazione! Un caro saluto.
PS un grazie a mariangela per avermi inviato questa mail... 4月4日 chi mi ha visto???lo so, vi ho abbandonato!!!
chiedo umilmente venia...
un pò il lavoro
cambiamenti importanti nella mia vita...
tornerò al più presto...
abbraccio tutti indistintamente... 2月28日 l'angolo del conte...i segni del caso#4
(...)Finalmente raggiunsi il grado massimo di elevazione, non credo sarebbe stato possibile spingersi oltre. Mi sentivo leggero e mi sarebbe piaciuto rimanere in quella condizione per sempre, ma non fu possibile… Fui afferrato di colpo da una forza troppo intensa per il mio debole corpo. Ben presto mi resi conto dell’inutilità di opporre alcuna resistenza. Fui trascinato come in un vortice impazzito. Le cose attorno a me si muovevano come in una macabra danza di cui io non potevo essere altro che un improbabile spettatore. Grande confusione. Ecco fu proprio ciò quel che sentii non appena il mio viaggio si arrestò. Confusione aumentata dal fatto di trovarmi nel mio letto. Avevo forse sognato? Come poteva essere solo un sogno quel viaggio all’interno della mia coscienza più remota? Ci misi un bel po’ prima di riprendere sensibilità negli arti. Dovevo fare qualcosa. Assolutamente. Decisi che alzarmi dal letto, luogo delle mie allucinazioni e della mia elevazione, poteva essere senz’altro un buon inizio. Provai a comportarmi in modo normale, ben sapendo però che nulla più ormai poteva essere come prima. Un senso di disgusto e nausea mi condussero al bagno. Vomitai. Il senso di smarrimento però era ancora una parte essenziale della mia corporeità. Pensai di essere ormai irrimediabilmente impazzito fin quando ritrovai un segno. Ero pronto per ricominciare…? si lo ero, sentivo forte il bisogno di abbandonarmi ancora a me stesso, di vivere nell'annullamento della mia coscienza alienata. Mi diressi in cucina, aprì il rubinetto e lasciai scorrere a iosa l'acqua. Riempì un bicchiere fino all'orlo e tenendolo stretto, con le mani ancora dai sensi intorpiditi, aprì l'armadietto delle sostanze ed estrassi il biglietto del mio nuovo viaggio. Valium 200: due forse sarebbero bastate, un respiro forte e il mio stomaco incassò i gettoni della futura estasi. Mi sdraiai sulla poltrona ed ad occhi aperti attesi che la corriera per l'inferno mi venisse a prendere. Ma questa volta il trip era inspiegabilmente in ritardo, forse avrei dovuto attendere una nuova luna per riportare me stesso allo stato brado dei sensi, cercarmene una di plastica probabilmente non mi avrebbe portato ad imboccare lo stesso sentiero che in precedenza avevo calpestato, forse sarei solo approdato ad un paradiso artificiale e sintetico. La voglia di trovare altri segni cresceva come un uragano in me. Accesi lo stereo e mandai giù con due lattine di birra i miei pensieri, le ultime forze che mi erano rimaste e un altro gettone valido per un viaggio di sola andata. Il mio cervello pulsava e si contorceva al ritmo dei Massive Attak quando fui di nuovo al centro della terra del fuoco... CONTINUA
(conte orloff e principessa) 2月21日 reading...Oltre all'accoppiamento (e al diavolo l' Immaginario), vi è quest'altro abbraccio, che è una stretta immobile: siamo ammaliati, stregati: siamo nel sonno, senza dormire; siamo nella voluttà infantile dell'addormentamento: è il momento delle storie raccontate, della voce che giunge ad ipnotizzarmi, a straniarmi, è il ritorno alla madre (nell'amorosa quiete delle tue braccia, dice una poesia musicata da Duparc). In questo incesto rinnovato, tutto rimane sospeso: il tempo, la legge, la proibizione: niente si esaurisce, niente si desidera: tutti i desideri sono aboliti perchè sembrano essere definitivamente appagati.
(da Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes) 2月14日 l'angolo del conte...i segni del caso#3
(...)continui flash acidi si contorcevano e si dibattevano nel mio cervello, sentivo che qualcosa stava per accadere... quel tormento stava per raggiungere il suo motivo di esistere. Il momento era arrivato. Sgranai di colpo gli occhi, le allucinazioni che mi avevano costretto in quello stato si annullarono, fui pervaso da uno strano senso di quiete. Ciò che si incuneò tra i miei occhi e quell'erba fu incredibile. Le mie pulsioni vitali si ridussero al minimo, il cuore quasi non mi batteva più, la salivazione mi si azzerò, persi la sensibilità nel percepire il mio corpo in relazione a me stesso e in relazione allo spazio che in quel momento mi possedeva: era come se fossi morto o almeno immagino che ci si senta più o meno così quando esalando l'ultimo respiro spegni ogni tuo desiderio di vivere. Quello che vidi? Un altro maledetto segno. In quello spazio allucinato della mia mente, tutto quello che nel mondo reale appariva illogico e privo di senso acquistava un motivo di essere, semplicemente per il fatto di esistere. Smisi di pensare e di colpo tutto mi fu chiaro: il fascino della logica non era nell'elevazione e nella perfezione del ragionamento ma nell'illogicità: quella capacità di dare forma ai propri pensieri relazionandosi all'infinito che anela e pulsa dentro di noi e poi d'improvviso stravolgere l'armoniche geometrie confezionate dalla ragione e sulle quali, hai costruito te stesso... niente è più prezioso dell'illogica follia dell'imperfezione... CONTINUA
(conte orloff e principessa) 2月10日 l'angolo del conte...i segni del caso#2
(...)Ancora una volta chiusi gli occhi e mi lasciai guidare dal caso, mai camminare mi era sembrato così facile. Ero entrato nel buio, andavo avanti spedito, non avevo bisogno di guardare, era come se quel posto lo conoscessi da sempre, era come se quel posto mi appartenesse. Solcavo l'erba leggero, nessun rumore intorno, nessun odore...tenevo le mani basse, non avevo bisogno di cercare un riferimento: ero perfettamente a mio agio nella realtà allucinata in cui vivevo frammista alle violente pulsioni dell'inconscio che ogni tanto mi tornavano su. Tutto appariva deformato in una forma densa di significanti che diventavano significati ad ogni passo successivo. Si era vicini dalla liberazione totale o si era prossimi alla condanna eterna a quello stato alterato? L’illuminazione giunse quasi improvvisa. Vidi la mia vita andare avanti, come se nulla fosse successo, in uno specchio d’acqua. Ero io. Finalmente capii. Ero entrato in un mondo parallelo. Qui potevo essere quello che avrei voluto. La mia mente cominciò a sbizzarrirsi. “Posso essere tutto quello che voglio”, questa la frase che ormai era indelebilmente fissata nel mio cervello e dalla quale nulla avrebbe potuto distogliermi. O quasi… Quei maledetti segni erano ancora lì. Cosa volevano da me? Non avevano più senso, avevano compiuto il loro dovere. Mi avevano condotto alla fonte. Ormai avevo capito. Ma ne ero davvero certo? La testa mi scoppiava, le mani sudavano copiosamente, la vista cominciava ad appannarsi. Mi chinai sul suolo, quando per puro caso vidi qualcosa… Completamente abbandonato alle mie visioni, affondai il volto nella freschezza di quell'erba forse inesistente... (...) CONTINUA
(conte orloff e principessa) 2月6日 l'anglo del conte...i segni del caso
Quella notte era iniziata molto presto. Troppo presto forse. Strane sensazioni miste ad un qualche tipo di eccitazione non ancora provata resero quel sonno un incredibile viaggio. Un viaggio lungo i corridoi della memoria. Alcuni erano stretti e bui, altri larghi e luminosi. Imboccavo le vie a caso, senza un ordine preciso o secondo un ordine a me sconosciuto. Ritrovai la mia infanzia, la mia adolescenza, la mia maturità giunta troppo in fretta. C'erano dei segni ad indicarmi le diramazioni possibili. Avevano un loro fascino quei segni. A volte rimanevo incantato ad ammirarli senza riuscire a prendere una decisione ma bastava chiudere gli occhi e il caso interveniva ad indicarmi la direzione. Mi ritrovai in un giardino, niente più muri, niente più corridoi. Ero finalmente libero. Ero entrato nel mio futuro. Un cartello stradale, con sopra una freccia, privo di sostegno e sospeso nel vuoto, primo segno tangibile e materiale del caso, la direzione indicata difficile da interpretare, l'alluminio si contorceva più volte sinuosamente su se stesso. Intorno solo erba e niente strade, nella mia testa l' allucinazione perversa dell'interpretazione di quel segno (...) CONTINUA
(conte orloff e principessa) 1月26日 reading...Sarebbe stato impossibile non innamorarsi di lei, impossibile non venire travolto dal semplice fatto della sua presenza.
(da "Moon Palace" di Paul Auster) |
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